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Una bella allegra carrellata di immagini in luoghi alpini e in zone adeguate per OR con diversi amici landmaniac che hanno lo spirito dell'avventura e amanti del mitico fuoristrada Land Rover.

 La grande famiglia Land Rover. Nata nel 1948 nel stabilimento di Solihull dai fratelli inventori Spencer e Maurice Wilks.  Utilizzata in tutto il mondo per la sua capacità di raggiungere i luoghi più inaccessibili del pianeta, la Defender è la prima scelta di chi parte per l´esplorazione o l´avventura. La storia di questo veicolo veramente unico è la testimonianza di una straordinaria coerenza di visione progettuale, dai primissimi modelli fino all´attuale Defender, nata oltre mezzo secolo dopo.





I primi giorniLanciata nel 1948, la prima Land Rover dimostrò subito di essere una vettura innovativa, straordinariamente semplice e funzionale. Nel nuovo stabilimento di Solihull, i fratelli Spencer e Maurice Wilks, ideatori della Land Rover, progettarono un veicolo mitico che coniugava la semplicità di ciò che è utile con un´affidabilità e una robustezza senza pari. Da qui iniziò il mito.



L´inizio di una rivoluzioneAlla metà degli anni Cinquanta, il nome Land Rover si era già affermato come sinonimo di durevolezza e ottime prestazioni fuoristrada. Diverse tipologie di utenti - militari, agricoltori e servizi di soccorso ed emergenza - trovarono nella Land Rover le qualità che cercavano. Nel 1959 uscì dalla linea di produzione la 250 000esima Land Rover.





L´evoluzione continuaNegli anni Sessanta, in concomitanza con l´incessante crescita del mercato dei veicoli a trazione integrale, la Land Rover originale continuava a evolvere. Di fronte al successo strepitoso delle sue caratteristiche uniche, vennero aggiunti nuove lunghezze di passo e scocca che aumentarono ulteriormente la sua flessibilità e capacità di impiego. A questo punto, la leggendaria Land Rover era presente in tutto il mondo.

Con il lancio della Discovery nel 1988, questa vettura già leggendaria prese il nome di Land Rover Defender. Nell´attuale Defender, l´indiscussa eredità del veicolo fuoristrada per antonomasia si abbina a nuove tecnologie innovative quali il Controllo elettronico della trazione della Land Rover. La Defender è un veicolo equipaggiato per ogni condizione che continua a migliorare e a perfezionarsi.

 

Defender: il fuoristrada nato per resistere a tutto.



Land Rover è l'azienda leader nel settore della auto 4x4 a trazione integrale permanente. La Defender è il modello che ne esalta di più le caratteristiche.  




Semplicità entusiasmante, forza ineguagliabile e abilità leggendaria: la Defender è sicura e inarrestabile su ogni terreno, durante le arrampicate in montagna, le attraversate di deserti o il guado di fiumi.


Land Rover serie I (1948 - 1958) 80 ", 86", 88 "/ 107", 109 "

Originariamente progettato per aziende agricole e l'industria leggera, il primo prototipo è stato costruito nell'estate del 1947. Questo è stato seguito da un ulteriore 48 esempi che sono stati costruiti per la sperimentazione e la valutazione. La Land Rover è stata lanciata nel mese di aprile del 1948 al Motor Show di Amsterdam, è stato originariamente concepito come un progetto a breve termine per mantenere la casa automobilistica Rover occupato fino alla depressione post - mercato automobilistico guerra ha iniziato a salire.

In comune con la Land Rover che è seguita, la serie che avevo un telaio sezione scatola di acciaio e carrozzeria in alluminio. Ciò era dovuto al razionamento di acciaio, e l'abbondanza di alluminio aeromobili. Molte migliaia di serie I sono ancora visibili sulle strade oggi. Alcuni sono ancora in condizioni originali, molti hanno subito il restauro, e altri possono essere visti fortemente modificati in off - eventi su strada.

Land Rover Series II (1958 - 1961) 88 "/ 109"

Introdotto nel mese di aprile 1958, la II serie ha i lati a botte, una carreggiata più larga, e l'ormai famoso ¼ 2 litri benzina. Da questo momento, la Land Rover cominciava a prendere forma, con un aspetto che è rimasto quasi invariato per oltre 25 anni.

Land Rover Series IIA (1961 - 1971) 88 "/ 109"

L'accordo interistituzionale Series ha visto l'arrivo del motore diesel 2 ¼, e alcuni piccoli cambiamenti cosmetici per la carrozzeria, e il layout Dash. 1967 è stato l'anno del 2,6 litri 6 cilindri a benzina è diventata un'opzione nella 109 "base di modelli di ruote. Buoni esempi di serie II e IIA sono ora cominciando a raggiungere lo status di classico, e stanno iniziando ad apprezzare in termini di valore. Anche se molti sono ancora in uso quotidiano, la mancanza di raffinatezza significa che esse sono ideali per l'uso come un cavallo di lavoro intorno alla fattoria, e le stalle, o forse come un veicolo di seconda o terza famiglia.

Land Rover Series III (1971 - 1985) 88 "/ 109"

Anche in questo caso la forma è rimasta quasi invariata, ma la funzione di faro montato dietro le quinte (come hanno fatto seguito i modelli Serie IIA), una griglia di plastica, e di un pannello trasferito strumento. La III serie ha visto anche l'arrivo del cambio tanto necessaria perfettamente sincronizzati. Nel 1976 il 1.000.000 ° Land Rover esce dalle linee di produzione.

Durante questo periodo ci sono stati molti cambiamenti in atto, e nel 1978 British Leyland separato della società dalle auto Rover, per formare Land Rover Ltd. numerosi ed eccellenti esempi sono ancora disponibili, con la "Contea" modelli sono particolarmente ricercati. Pezzi di ricambio a prezzi ragionevoli sono prontamente disponibili, rendendo il modello di serie III molto accessibile, popolare e Land Rover. 

 

Defender (1983 - in poi) 90/110

Anche se la 110 "la prima volta sul mercato nel 1983, la III Serie rimase in produzione a basso volume fino al 1985. Per contrastare l'assalto della concorrenza estera, questi nuovi modelli inclusi raffinatezze come molle, una carreggiata più larga, cambio a 5 marce, costante 4WD, interno aggiornato, così come il servosterzo come optional. La scelta del motore sono stati:

BENZINA: 2 ¼ (primi modelli)2,53,5 litri

DIESEL:2 ¼ (primi modelli)2.5 (1984-1986)2.5 T / D (dal 1986 al 1990)2.5 Tdi 200 serie (dal 1990 al 1994) 2.5 Tdi 300 serie (1994 1998)TD5 (1998 in poi)

Il nome Defender non è stato usato ufficialmente fino al 1990, ma ora è stato ampiamente adottato per coprire tutte le molle della bobina Land Rover. La gamma Defender offre comfort berlina, combinati con 4 ruote motrici capacità off road. Ancora una volta, la "Contea", i modelli sono molto popolari con i proprietari privati, ma Land Rover si possono trovare in tutte le sfere della vita.

 

 
Benvenuti nel mondo della 4x4 più resistente al mondo!


Disegno tecnico originale del logo Land Rover delle Serie.

Un bel spaccato della Serie 1° .

Osserviamo molto bene le descrizioni principali di un veicolo LR Serie .

Una bella pubblicità anni '50 dimostrando la  versatilità in campo mondiale delle Serie.

Il vero prodotto genuino lo si vede in questa lista, non c'é che dire.

La vera discendenza dei Landroveristi .

Un vecchio disegno degl'anni '60 .

Noi landroveristi cerchiamo sempre di non inquinare i tracciati in OR che percorriamo, con i nostri  mezzi ruspanti. 

Talvolta ci lasciamo troppo andare con i nostri mezzi, ma é una filosofia.

Il primo prospetto pubblicitario della Land Rover  Mod. Serie I .





Una rara immagine di LR e sicuramente una delle prime esemplari Mod. Serie 1° .

DEFENDER  é nato dal gergo militare  Nato . 

Un particolare quadretto in rilievo negativo del mio Defender 90 Td5, chiamato dal buon cowboy il ruspante    "Black Bull"  .

Un bel disegno a matita del Defender.

Il vero cavallo di battaglia nei deserti é senza dubbio la Land Rover Defender .


Raccomandazione a tutti i landmaniac, abbiate molta cura della vostra amatissima Land Rover. Se si sente molto amata non vi lascerà mai in asso!

Il Landmaniaco    

Animale molto simile all'uomo. Si presenta con una fattispecie di tuta blu con macchie di olio e grasso distribuite a caso, raramente si può osservare qualche esemplare albino. Vive per la maggior parte dell'anno, quasi sempre isolato allo stato semiselvaggio, in un habitat fatto essenzialmente di cortili e box, di solito lo si vede in posizione supina sotto una struttura ferruginosa che sembra venga chiamata nel suo linguaggio con il nome di Landrover o anche in posizione arcuata (pecorina) con la parte superiore del corpo congiunta carnalmente all'interno di essa. Esce a periodi da questo suo ambiente malsano per riunirsi con altri simili in branco e scorrazzare su territori caratterizzati in prevalenza da fangaie, sterpaie, dune, dossi, ecc. Se non costretto evita accuratamente l'asfalto. Dagli uomini è considerato  pericoloso perché non si lascia addomesticare. 

Il WWF sostiene che per il momento non esiste pericolo di estinzione.

Il DNA del Landmaniaco non è stato ancora decifrato. Diversi anni fa è stato oggetto di profondi studi da parte di scienziati giapponesi che hanno invano tentato di clonarlo; ancora oggi i risultati sono stati molto scadenti vedi loro gipponi.
Nome Scientifico: Landmaniacus Nobilis Incallitus
Classe: Tanta
Ordine: Poco
Famiglia: Disperata
Diffusione:  Ovunque nel mondo

Un detto da Landmaniac:
" Una Land per esser Land , à da püzzà ! "

 

Un bel guado limaccioso dal sottoscritto con il suo inseparabile Black Bull. A volte mi sento un cavaliere solitario anche con un ruspante fuoristrada quale il Defender.


Ecco cosa é visibile dopo un'estenuante giornata d' infangamento sul veicolo d'avventura del sottoscritto. Tanto fango e divertimento ma dopo tanto lavoro per un'accurato lavaggio. Su questo campo militare scorrazzano senza problemi i mitici carri Leopard (v. impronta cingoli).

Una suggestiva immagine ove vediamo le nostre mitiche LR riflesse su una puzzolenta pozza, quale l'attraversiamo con impeto coronata da mille limacciosi spruzzi.

Un impegnativo passaggio su un pronunciato spigolone effettuato con un Disco LR dal grande simpatico e capobranco landmaniac Maxone.

Il mio Black Bull arrivato sulle cime nel massiccio del S. Gottardo, dove osano solo i camosci. Bellissima escursione senza problemi con una temperatura di +2 C° in ottobre ad una quota di oltre  2'500 m.s.m .

Un'indimenticabile escursione alpina nella valle Canaria. Con il compagno d'avventura Dimitri ci siamo innerpicati in direzione dell'alpe di Pontino, sotto lo sguardo incursiosito dei camosci.

Un bella immagine in primo piano di un mio carissimo  amico landroverista. Per gli amici landmaniac il mitico Cercio, persona sempre pronta a dare ottimi consigli riguardo i nostri ruspanti fuoristrada quale il Defender. Bellissima e molto particolare il suo veicolo chiamata la Kristy, super accessoriata a tutto punto parte artigianalmente dallo stesso proprietario. La natura circostante é la zona dolomica dei Denti della Vecchia, quale ricordo una bella escursione. 

Una bellissima escursione nella zona del S. Gottardo nel periodo del Ferragosto, ove ha addirittura nevischiato. Vediamo dietro i nostri veicoli Land Rover la discesa della diligenza postale del S. Gottardo, con un carico di turisti. Questa percorre sia in salita che in discesa l'antico percorso della strada Tremola (la Via delle Genti) da Airolo a Andermatt, con 4 cavalli.

 Un bel serpentone di Defender che percorrono con molta prudenza il bordo di grandi fossati per lo sbarramento antivalanghe. Ci troviamo ad una quota di 2'500 m.s.m nella zona del S. Gottardo.  Questo raid  d'alta quota é molto selvaggio e solo percorribile con ottimi fuoristrada, tratti ad alto rischio ma con un pizzico di coscenza e coraggio é fattibile.

I veri landmaniac fremono quando vediamo piste fangose, se possibile ci riuniamo in gruppetti e passiamo liete giornate a imparare i segreti dell'Off Road e come finale in una bella trattoria rifocillati con un buon pasto.

Tecniche di base:

- Usa uno slancio uniforme per attraversare sabbia o fango.
- Non innestare una marcia troppo bassa nel fango perché aumenta il rischio di slittamento delle ruote.
- Tuttavia, su fondi sabbiosi, le marce basse sono di solito le più indicate.
- Se il fondo fangoso ti spinge a guidare in solchi, assicurati di sapere sempre in che direzione puntano le ruote.
- Gli pneumatici possono scavare nel fango per far presa su terreno più solido al di sotto. -- La sabbia tende a essere più compatta all’alba.
- Se devi aspettare la fine di una tempesta di sabbia, posiziona il veicolo con la parte posteriore verso la direzione da cui soffia il vento e spegni il motore.
- Segui le indicazioni riportate sugli pneumatici e i consigli Land Rover sulla pressione ottimale.
- Tuttavia, in caso di sabbia cedevole o con ghiaia, una pressione minore è più indicata.
- Quando le ruote cominciano a slittare, rilascia l’acceleratore e consenti agli pneumatici di rallentare e riprendere trazione.

Un bel guadino dell'amico landmaniac  Stefanino con il suo "Beppe".

Il nostro landmaniac Range66 con tutta tranquillità  s'appresta ad un bel guado formato da molto fango, con la sua Defender 110.

Dopo una giornata di infangamenti con i nostri robusti mezzi, brindiamo alla salute nostra e all'affidabilità delle inseparabili compagne d'avventura. A sinistra il capobranco grande Max, nel mezzo il piccolo e simpatico Ale e il sottoscritto ruspante cowboy, i 3 moschettieri compagni d'avventura del gruppo Bradipi 4x4. 

Il sottoscritto con il suo ruspante Black Bull s'innerpica senza molta difficoltà un bel sperone  con insidiose radici, sotto lo sguardo attento e vigile del landmaniac Max.

Il grande ex-sommergibilista  Cercio che si appresta a fare una bella e seria immersione. 

Consigli su come affrontare un guado

- Ovunque possibile, attraversare corsi d’acqua a un guado.
- Se non corri pericoli nel farlo, cammina nell’acqua prima di affrontarla guidando. Usa un bastone per verificare la profondità e individuare eventuali buche.
- Non attraversare corsi d’acqua profondi, con correnti veloci.
- In caso di acqua profonda, guidare a una velocità che provochi la formazione di un’onda di prua, a circa un metro dal paraurti anteriore.
- Non toccare la frizione perché ciò riduce il controllo del veicolo.
- Rilascia l’acceleratore quando ti avvicini all’altra sponda.
- Se la sponda è ripida, leggi le istruzioni su modo migliore di affrontare salite e discese (vedi Pendii).

Provocare la perfetta onda di prua
- Quando entri nell’acqua, accelera fino a provocare l'onda di prua.
- Cerca di tenerla a un metro dal paraurti in modo da tenere l’acqua lontana dai componenti elettrici della ventola.
- Prosegui a una velocità che mantenga l'onda di prua in movimento davanti al paraurti.
- Ricordati che lo scopo è provocare un'onda lieve, non un’onda per fare surf.

Vediamo il verdone Defender 110 del simpatico landmaniac ALE, che sguazza in una limacciosa pozza.

La Discovery di Max che  sbuca da un rigoglioso sottobosco si lancia senza problemi su una bella salitina. 

Una salita al monte in solitaria su un bel strato di neve polverosa. Peccato che il silenzio invernale sia disturbato dal ronzio del motore diesel, comunque sempre  piacevole per un landroverista. 

Una bella grintosa impennata del bravo landmaniac Gianni con il suo Defender.


Una bella colonna di Landmaniac nella salita della vecchia strada Tremola (S. Gottardo), durante il mitico Cercio Day .

Vediamo una bella forza d'urto durante un guado, da un Defender 110 ben carico.

Ecco il sottoscritto Gian burlone che spruzza con una lattina di birra, il Defender (Beppe) dell'amico Stefanino. Giornata memorabile e fredda di Ferragosto con una piccola nevicata ai piedi della diga del Lucendro (S.Gottardo). 

Bella immagine del coraggioso Cercio che si appresta ad evoluzioni su un fondo fangoso di un'enorme pozza o caldera prosciugata; che serve per fermare la corsa delle valanghe. Ci troviamo nella zona del massiccio del S.Gottardo sopra la piana di Pontino  (2'550 m.s.m).

Un guado obbligato affrontato senza problemi da un gruppo di amici fiorentini.

Vediamo il Defender Td5  del landmaniac Stefanino a salire su una forte pendenza del +35% per provare la sua buona gommatura,  alle spalle vediamo i Denti della Vecchia. 

Con grande calma e precisione vediamo gli amici landmaniac Max e Stefanino a fare il taglio alle castagne, per metterle sulla grata per farne caldarroste.  

L'amico Davide (Dabbo) sopra il suo Defender 300 Tdi che scruta all'orizzonte verso il Golfo di Lugano e i " Denti della Vecchia ".

Il rituale autoscatto dei 2 landmaniac: cowboy barbuto Gian e Davide ai piedi della cordigliera " Denti della Vecchia ".

La filosofia dei landroveristi consiste nell'aiuto reciproco, é una grande famiglia. Due miei carissimi landmaniac Max e Stefanino sotto al Black Bull del sottoscritto , che stanno togliendo l'albero cardanico anteriore (crociera danneggiata causa usura). 

 Un'altro landmaniac che piace mettere il suo fedele Defender a bagnomaria.

Un bel passaggio di un torrente parzialmente ghiacciato dopo una nevicata piuttosto pesante.

Salire al monte mentre sta nevicando con neve polverosa, temperatura con -11 C° e con la strada ancora immacolata senza la traccia del mio mezzo é una grande avventura ma nello stesso tempo una bella soddisfazione personale. 

Il bravo landmaniaco Gianni che attraversa tranquillamente una lunga fangaia, sotto lo sguardo divertito di alcuni landmaniac.

Il sottoscritto che con il suo impetuoso Black Bull, spinge senza fatica una bella coltre di fango frammista con blocchi di ghiaccio.

Una bella chiacchierata e giornata passata in compagnia di alcuni amici landmaniac. Tutti soddisfatti per aver messo a mollo e infangato i nostri mitici mezzi.

Bella ripresa guardata anche con meraviglia dai bambini, il Landmaniac Riccardo nelle campagne mantovane.

L'amico Max che spiana un pezzo di sottobosco su uno sperone con il suo Discovery.

Non siamo in una foresta tropicale ma bensì il sottoscritto che guada con tutta tranquillità un torrente in piena per andare al monte del piccolo Ranch.

A dire la verità noi Landmaniac siamo un po' tutti matti !  Forse sono le prestazioni e la grinta del nostro mezzo che ci dà la voglia dell'avventura.

Una bella immagine dell'amico ing. meccanico Ruedi, che scruta il percorso da farsi nel deserto Libico. Esperto nei veicoli LR e alla loro preparazione per la competizione e lunghi viaggi nei luoghi sperduti dell'Africa. Sempre pronto a consigli tecnici e aiuti urgenti, gestisce una bellissima officina meccanica. www.overlandtechnics.ch 

Sabbia: attenzione ai dettagli
- Geologia dei deserti.
Solo circa il 20 percento dei deserti al mondo è sabbioso. In questi casi la sabbia costituisce come un mare; un vasto mare di sabbia fatto di dune ondulate come onde dell’oceano “fermate” nel tempo.
- Spiagge. Di solito sono abbastanza solide da sopportare un veicolo nel tratto tra la linea dell’alta marea e circa quattro metri dal mare. Fare attenzione alla marea che sale.
- Sabbia umida. Nel deserto la sabbia umida per una pioggia recente è ideale per la guida. Spesso, fiori e piante che sbocciano da un giorno all’altro aiutano a rassodare il terreno.
- Sabbia compatta. Tratti di deserto dove puoi viaggiare a marce relativamente alte.
- Sabbia asciutta. Una crosta superficiale che è più resistente al mattino quando fa fresco.
- Sabbia bagnata. Evita questi tratti. Può contenere aree “flottanti” o sabbie mobili.
- Dune. Evita di guidare sulle dune. È consigliabile aggirarle.

Un'escursione in quota (2250 m.s.m) ai limiti di una catena granitica nelle vicinanze del ghiacciaio  Basodino. La trasferta viene fatta su una strada alpigiana in sterrato e detriti franosi, parte  tracciato con forti pendenze. 

  Una sosta all'interno di un bosco di larici, ultima vegetazione sotto alle zone nivali. Percorso parte su strada in sterrato e prato alpino. La zona si trova nella Valle di Peccia (1750 m.s.m).

Un bel panorama nella valle Canaria, i 2 mezzi (Defender Td5 e un nuovo Defender 110). I 2 landmaniac sottoscritto e Luca si apprestano a salire con tratti in forte pendenza  (strada dissestata con roccia) verso la piana di Pontino. 

Il sottoscritto che scorrazza con il suo Black Bull in una profonda caldera antivalanghe nella regione del S. Gottardo, a quota  2540 m.s.m  .

In autunno la traccia della strada viene ricoperta dal fogliame.

Una bellissima esemplare Serie IIa 109 (1'964), dell'amico landmaniac Philip. Era in dotazione ai pompieri di Berna (capitale della Svizzera). È stata battezzata con il nome  " Bananajoe ". 

Un bel controluce del tramonto ai piedi dei Denti della Vecchia,  in profilo i 2 Defender Td5 del sottoscritto e  Stefano (Fix) .

Il rituale autoscatto all'arrivo della meta stabilita nella zona sotto il Pairolo. I 2 landmaniac sottoscritto Gian e l'amico Stefano con i 2 Defender 90 Td5 . Osservato dal cagnolino westing Cyber .

Alle prime ore dei raggi solari una salitina ai monti con neve gelata, salito senza difficoltà con pendenze da 30-35%. Equipaggiamento gomme Extreme T3 tipo Forest senza catene.

Il sottoscritto attento durante una guida in OR notturna. Molto importante é osservare attentamente l'inclinometro, che resta entro il limite sopportabile al veicolo. Pure molto importante é avere una buona illuminazione, pure il faro posteriore.

Qualche consiglio esperto sulla guida fuoristrada

- A patto che sia possibile e sicuro farlo, verifica la condizione del terreno camminandoci sopra prima di affrontarlo guidando.
- Prima di arrampicarti su una collina, assicurati di sapere cosa c’è al di là della cresta.
- Controlla i guadi indossando sempre degli stivali e portando con te un bastone per sondare il fondo e verificare la presenza di buche. È meglio bagnarti i piedi che finire bloccato con il veicolo.
- Non tenere il volante con i pollici rivolti all’interno, perché un movimento repentino del volante, mentre il veicolo affronta un solco o un masso, può provocare lesioni gravi ai pollici.

La salita al monte anche in inverno é d'obbligo, anche con molta neve nessun problema per il Defender.

L'arrivo in montagna di 2 landmaniac ticinesi con i loro mezzi ruspanti (Defender Td5 /G4 e un Range Rover V8). Si parla solo di Land Rover davanti al camino con una birretta o un buon bicchiere di vino.

Logo  " Gian & Black Bull " 

Il mitico Defender Td5 "Black Bull" compie in prima assoluta l'entrata al monte di Predelp 1640m.sm (Leventina), con 40 cm. di neve compatta (-9 C°) il 14.03.'08 .

Dario e compagna sono  venuti su al Ranch a trovarmi, con il loro bianco  ruspante  Defender 300Tdi .

Importante una buona illuminazione su un fuoristrada, onde non avere problemi con la nebbia e nelle escursioni notturne specialmente in  regioni alpine. Con il mio Black Bull (Defender Td5) non ho nessun problema con qualsiasi avversità meteo.

Con qualsiasi tempo sia con neve, nebbia e forti temporali causando forti erosioni sulla strada con tutta calma arrivo sempre a destinazione.

Il mio Black Bull (Defender Td5) non l'ho ferma il clima alpino poco clemente !
Per un buon fuoristradista la calma e studiare bene il tracciato é prioritario.


Una bella ripresa del potente mezzo un Defender Td5 dell'amico landmaniac Stefano, che é venuto al mio appello d'aiuto in alta montagna. Quel giorno c'era una forte bufera con una nevicata di ca. 50-60 cm. di polverosa e con un fondo compatto umido. Siamo a Predelp ad una quota di ca. 1670m.s.m sopra la Valle Leventina.
(22.11.'08)

Un giubilo dei miei 2 amici Stefano & Giuseppe per essere arrivati a destinazione. A sinistra vediamo l'arancione Defender Td5 di Stefano e a destra il mio nero Defender Td5.  (22.11.'08)  

Una bella accoppiata del Discovery Td5 dell'amico Adriano accanto al ruspante Black Bull Defender Td5 del sottoscritto Gian a Prodör in Leventina.

Un passaggio tranquillo su una strada forestale leggermente innevate ma parzialmente un po' ghiacciata, attenendosi alla prudenza essendo una zona con forti pedii laterali e in alta quota.

Il pericolo della guida su solchi esistenti

Quando affronti un tracciato profondamente solcato, presta particolare attenzione se i solchi sono su un fondo sdrucciolevole. Infatti, potresti non accorgerti che le ruote non sono puntate dritte fino a quando non riprende la trazione e il veicolo gira di lato all'improvviso. (Veicoli come la Range Rover, la Range Rover Sport e la Discovery 4 hanno un indicatore di direzione delle ruote per aiutarti in situazioni come questa.)

A meno che non guidi in discesa, il modo migliore per evitare che le ruote vengano bloccate in un solco è quello di rilassare la presa sul volante di tanto in tanto, pur mantenendo sempre appoggiati i palmi delle mani. Ciò consente alle ruote di tornare in posizione dritta. Gli pneumatici potrebbero non avere trazione sui lati sdrucciolevoli del solco e tu potresti non riuscire quindi a girare il volante né a sinistra né a destra.

Scegliere la marcia migliore


REGOLA PRATICA PER LA SCELTA DELLA MARCIA MIGLIORE
Condizione Marcia
Terreno roccioso: Prima ridotta.
Terreno cedevole: Seconda o terza ridotta con blocco. 
Ghiaccio e neve: Marcia più alta possibile, tenendo conto della situazione.
Salite: Marcia più bassa possibile ev. ridotte. 
Discese: Prima ridotta.
Guadi: Seconda ridotta.
Piste sabbiose: Terza, quarta o quinta ridotta ev. blocco. 

Nessuna asperita pone problemi al mostruoso Defender, importante conoscere bene il veicolo e i suoi limiti .


Un bel controluce della sagoma del Defender, chiamato dal sottoscritto " Black Bull " .

Un guado in un torrente per un Defender , diciamo che é d'obbligo per un buon Defenderista.

Una suggestiva immagine con i sobbalzi spumeggianti di un torrente in piena, all'orrizonte il mio Defender.  

Bella soddisfazione poter arrivare alle quote nivali, tramite ex-strade militari (zona S. Gottardo).

Una bella suggestiva immagine del mio  Defender (Black Bull) immerso in un campo con una splendida fioritura di Denti di Leone.

Una buona fanaleria su un puro fuoristrada come il Defender é importante nella fitta nebbia alpina riguardo la sicurezza. Oltre tutto non disturba i veicoli che incontri quale in montagna come le mulattiere e strade forestali sono poco frequentate. Molto importante per avere una buona visione illuminante anche notturna sono i 4 fari posti sopra il tetto.

Salito quest'inverno nella zona del Bernina con temperature polari assieme con un'altro Defenderista quale eravamo i soli a divertirci sul Passo. La temperatura era di  -23 C°, con manto stradale innevato e parte ghiacciato.

Per un Defender una bella pista infangata non é un problema, innestando il blocco differenziale ARB (ev. con ridotte) per un miglior avvanzamento. Se vi fossero dei problemi il verricello farebbe il suo utile lavoro. 

Nella mia esperienza facendo OR su tracciati melmosi e terrosi, le miglior gomme che uso sono: Extreme T3 285-85/ R16. La rendita massima per un fuoristrada sono di importanza vitale delle ottime gomme aggressive.

Le Regole d’oro della guida fuoristrada

- Guida più lentamente possibile, ma alla velocità necessaria.
- Conosci le dimensioni del tuo veicolo: altezza, larghezza, lunghezza, peso, angolo d’attacco e di uscita, angolo di dosso e luce libera da terra.
- Conoscere il codice internazionale di segnalazione a gesti.
- Evitare il cambio di marcia mentre si affronta un terreno difficile.
- Guardare sempre in profondità, osservando la strada che ti sta di fronte. Se non corri pericoli nel farlo, cammina sulla strada che stai per percorrere guidando.
- Fai molta attenzione quando guidi su superfici sconnesse o bagnate perché c’è minor trazione.
- Sii sempre pronto ad ammettere sconfitta. Arretra e riprova, oppure trova una via alternativa.
- Evita un’eccessiva rotazione delle ruote in qualsiasi situazione, ma specialmente su fondi cedevoli dove il veicolo può facilmente perdere lo slancio oppure provocare danni ambientali.
- Sii leggero sull’acceleratore.
- Tieni sempre due mani sul volante, anche in retromarcia.
- Informa sempre qualcuno dove intendi andare, del percorso che prevedi di affrontare e quando pensi di tornare.

Sensazionale entrare in una galleria  scavata con mezzi rudimentali. La sua lunghezza é di ca. 800 m. nelle vicinanze del ghiacciaio del Basodino. Il percorso é interdetto a qualsiasi veicolo, solo con permessi speciali.  

Una pista impegnativa fangosa, quale devo inserire i blocchi ARB per procedere nella giusta direzione. I boschi nel Cantone Argovia sono molto interessanti per poter fare OR impegnativo.

Una stupenda panoramica della catena del S. Gottardo. Con pazienza e tecnica mi sono inerpicato con il Defender ai limiti rocciosi del pizzo Lucendro. Giornata incantevole accompagnata con un gustoso pranzo al sacco con l'immancabile fuoco per le costine. 

Grazie ai blocchi ARB proseguo tranquillamente tra massi, fondo sabbioso e torrenti sopra la piana che sovvrasta la diga del Lucendro. 

Una salita senza difficoltà con neve molto gelata e temperatura artica, premetto un'inverno con poca neve é una bella soddisfazione arrivare a 2000 m.s.m  

Una bella nevicata durante un' escursione alpina, con una temperatura di - 12 C° .  

Un passaggio tranquillo, pur traversando una neve abbastanza molle e bagnata.

Una buona illuminazione e un buon grip su una carreggiata compatta é un piacere a viaggiare in tutta sicurezza. Non é necessario introdurre il blocco ARB, eventualmente con ridotte e marcia semi-lunga.

A volte capita fine inverno di trovare macchie di neve, il quale pone un passaggio stretto e inclinato verso valle. Importante osservare attentamente l'inclinometro il quale avvisa acusticamente il pericolo di ribaltamento.

Una spettacolare immagine mentre il mio Defender arranca nella neve compatta, durante una forte bufera trasversale.

Dietro al mio Defender Td5 segue il mezzo militare svizzero DURO. Questo mezzo 4x4 camper il quale ha un bellissimo cassone costruito dall'amico Peter. Come primo test in montagna, é venuto a trovarmi a 1650 m.s.m approffittando di fare una bella escursione in quota con il mio Defender. 

Scarrozzando per gl'altopiani argoviesi durante il tramonto é qualch'cosa di stupendo.

Una bella immagine tra le campagne argoviesi rincorrendo il rosso fuoco del tramonto.

Un bel riflesso sul parabrezza del mio Defender con in risalto la potente fanaleria.

Una bella discesina dai monti di Airolo.

Una bella innerpicata in quota é sempre una bella soddisfazione. Non dimentichiamo che il rischio é sempre dietro l'angolo, ma con l'esperienza, coraggio e un po' di fortuna può dare sempre una soddisfazione ad ogni fuoristradista. Il peggior pericolo per simili ascensioni é sempre importante mantenire il veicolo in asse alla traiettoria, mai fare percorsi laterali medi e estremi (forte pericolo di ribaltamento).

Pendii

Salire su pendenza ripide

- Ovunque sia possibile, controlla il terreno prima a piedi. È fondamentale sapere sempre cosa c’è al di là di una collina.
- Se il veicolo è dotato di Controllo Automatico della Velocità in Discesa (HDC), attivalo.
- Arrampicati su pendenze ripide con la marcia più alta possibile senza compromettere la trazione del veicolo. Se la marcia selezionata è troppo bassa, c’è il rischio di slittamento delle ruote. Se è troppo alta non avrai abbastanza potenza per salire sulla collina.
- Avvicinati sempre a una salita in modo perpendicolare, seguendo la linea di pendenza, e non trasversalmente per evitare di ribaltarti.
- Non variare mai la direzione del veicolo quando sei su un pendio.
- Sii pronto ad ammettere sconfitta in una salita ripida. Succede anche ai migliori. Prevedi sempre una via di fuga e tieni a mente la posizione di qualsiasi ostacolo.

Scendere da pendenza ripide

- Fermati a una lunghezza dall’inizio della discesa, in modo da avere tempo di prepararti.
- Puoi anche scendere e controllare il terreno di persona.
- Se il veicolo è dotato di Controllo Automatico della Velocità in Discesa (HDC), attivalo.
- Come regola pratica di massima, usa la prima ridotta, o l’impostazione “1” sul cambio automatico e usa i freni meno possibile.
- Segui la linea di pendenza naturale: è la strada che seguirebbe l'acqua scorrendo dalla discesa.
- Non affrontare mai una discesa in retromarcia, né con la trasmissione in folle o tenendo la frizione  premuta.
- Non variare mai la direzione del veicolo quando sei su un pendio. Ciò potrebbe causare lo slittamento laterale del veicolo.
- Se ti devi fermare durante una discesa, chiediti sempre: è sicuro?

Un forte  controluce in alta quota durante il tramonto, del mio Defender Td5 .

Una colonna compatta di Land (Serie, Discovery, Defender) nell'Emilia Romagna nelle " Vie del VinoLand" . Una trentina di veicoli hanno percorso boschi, altopiani e molto fango e pioggia insistente il quale ha reso il percorso ideale per le ns. amate Land.

Sempre nell'Emilia Romagna vediamo parte dei veicoli quale ha partecipato anche il sottoscritto, in attesa della partenza per l'escursione autunnale. Organizzata da un Club di grandi amanti delle vecchiette Land, chiamate Serie I, II, III (primi veicoli Land Rover). 

Defenderisti italiani in colonna durante un'escursione in Emilia Romagna.

La copilota Ruth con la sua fedele Lupa osservano attentamente la colonna ferma delle Land Rover durante una pausa negl'altopiani dell'Emilia Romagna.

Il sottoscritto con il suo Black Bull in colonna per una strada forestale un po' dissestata dalle pioggie torrenziali.

Con calma eseguo un passaggio alquanto problematico causa cadute parziali di piante, con fondo stradale melmoso e una forte pioggia.

Fermi infreddoliti con un tempo molto piovoso, causa degl'ostacoli in testa alla colonna. Siamo sempre in comunicazione con tutti i partecipanti tramite il CB. Per poter usare apparecchi di trasmissione sul veicolo bisogna avere l'autorizzazione  federale (UFCOM) .

Un passaggio fangoso un po' impegnativo, stando un po' attento che la traccia non sia troppo profonda. Importante innestare i blocchi ARB e ridotte.

A fine inverno nelle zone d'ombra si possono ancora trovare delle macchie nevose insidiose. Bisogna affrontarle con decisione ma sempre calcolando delle possibilità del mezzo e della qualità, quantità nevosa. Importante tenire il mezzo in traiettoria e una linea omogenea della traccia. Con il Defender inserendo il blocco al 100% ARB e ridotte con 2° marcia non si dovrebbe avere problemi. Certo ottime gomme fanno la parte del leone.

Una bella immagine con il tramonto che riflette sulla pineta e il tracciato della strada innevata.

Una media discesa su un tratto leggermente fangoso e ghiacciato, presso un bosco di conifere nella svizzera tedesca.

Un bel passaggio piuttosto critico, essendoci l'inclinazione tende a scivolare sul fango fuori dalla traettoria. Fondo scivoloso con strati di argilla-fango. Essendo un fondo scivoloso innesto il blocco differenziale al 100% con ridotte.  

Un breve attraversamento con pendenza diagonale ancora ben sopportabile per un Defender. Il tutto sotto controllo da un inclinometro all'interno dell'abitacolo.

Un bel controluce in una pineta negl'altopiani argoviesi.

Bellissimo l'effetto dei raggi solari che penetrano nel bosco di conifere. Con tutta tranquillità cerco dei bei passaggi per continuare l'escursione di buon mattino.

Quando abbiamo simili passaggi fangosi in un bosco, importante mantenire una buona traiettoria e calma. Usare se possibile il blocco diffirenziale ARB e la 2° marcia. Eventualmente anche le ridotte, se il fondo é molto irregolare. 

Riflessi invernali che avvolgono il ruspante Defender Td5 .

Spiraglio di luce invernale.

Defender immerso nella traccia fatta dalla fresa dell'amico Angelo, verso l'alpeggio di Sorescia. Immagine scattata il 2° giorno dell'apertura del S. Gottardo.

Un bel rilievo del Defender Td5 che percorre una strada della zona del S. Gottardo.

Un bel riflesso delle montagne innevate e del ghiacciaio Campo Tencia sui vetri del mio Defender.

Un'immagine d'effetto solare del mio Defender che percorre una strada alpina appena sgomberata dalla neve da un grande fresa. Alle spalle vediamo la valle omonima della diga Sella. 

Il Defender che sbuca orgoglioso da una traccia appena eseguita dalla grossa fresa dell'amico Angelo. Alla guida l'amica Ruth che segue lentamente la fresatura. Da notare che in alcuni tratti la neve si é sciolta. Le enorme masse nevose é dovuto alle forti bufere che ha depositato negl'avvallamenti .

Talvolta si desidera un bel passaggio in sterrato e un po' di fondo erboso.


Un percorso impegnativo con delle traccie profonde e un fondo scivoloso di fango frammisto con argilla.

Facendo delle escursioni in alta montagna a volte sul tracciato si incontrono grossi ostacoli. Importante valutare bene la possibilità del passaggio, che vi sia sempre una sicurezza.

Una forte salita su pietra abbastanza instabile, nella zona del S. Gottardo. In queste situazioni mettere sempre le ridotte, cosìla guida diventa più stabile e tranquilla.

Discendere su una forte pendenza con fondo in pietrame, a volte non é sempre facile. Lasciare innestata la ridotta e lasciare fare il sistema elettronico del EC, il quale regola automaticamente la trazione nella discesa. Altro fattore importante sono le gomme, che siano robuste e abbiano un buon grip sul pietrame liscio. 


Una breve escursione con l'amico Stefano, Lisa e Ruth a Somprei (2000 m.s.m) . Vediamo il mio 90 Defender Td5 e un 110 Land a benzina V8 del landroverista Stefano.


Un bel dipinto (foto ad effetto) dei ns. grandiosi fuoristrada Land Rover. Il 110 LR a benzina V8 e il mio Black Bull 90 Defender Td5 .


Una suggestiva immagine al carboncino del mio Defender Td5 .

Sul Defender un'impatto di una fortissima bufera di neve appiccicosa e pesante nel mese di aprile 2'013 .

Un bel passaggio nel mezzo di una bufera di neve.

Dopo la forte nevicata primaverile (aprile 2'013) di ca. 55 cm. di neve pesante, mi apro un varco per poter uscire e fare una traccia. Per l'enorme massa di neve umida compatta ho dovuto inserire gli ARB e fortuna vuole che ho delle buone gomme (Ziarelli, Mod. Cruiser, 235/85 R 16) nuove cui mi fanno un buon grip.

Mentre salgo con il Defender a quota 2000 m.s.m incontro ancora pochi residui nevosi  nel mese di maggio.

Una bella immagine ad effetto spettrale sul mio Defender.

Ultimi spiragli di luce .

Un tramonto che avvolge l'immagine nelle tenebre.

Una delle tante piccole nevicate nel mese di maggio 2013, con temperature fuori stagione.

Riflessi di luce solare all'interno di una foresta di conifere e faggi .

Un piccolo riparo per fare un picnic fuori dal comune, con una giornata piovosa e una temperatura estiva di + 12 C° in alta montagna.

Anche se il tempo non é clemente, é in preparazione un bel pranzetto con carne alla griglia e una buona bottiglia di Nero d'Avola.

Effetto solarizzazione di un tramonto.

Talvolta il tracciato di un trattore mi fa comodo e divertente.

Un passaggio su un ponte in sasso costruito nell'ultimo conflitto mondiale, in alta quota nel massiccio del S. Gottardo. Siamo nel mese di luglio con temperature ancora invernali.

Durante i percorsi in montagna si trovano superfici pianeggianti tra il pietrame e torrenti, ma bisogna fare molta attenzione perché sorgono piccole superfici molli con un sottosuolo melmoso tipo permafrost. A queste quote in inverno la neve arriva ad un'altezza di 5.00-8.00 mt e con temperature con -25-30 C° .


Se i passaggi sono troppo difficoltosi e inclinati, é meglio non insistere anche perché in montagna il lato valle non é sempre confortevole. In questo giorno però non ero equipaggiato con gomme adeguate.



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