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" RANCH ALLE BETULLE "

Il Ranch  si trova a 850 m.s.m in una zona prealpina ticinese ai piedi di una catena montuosa dolomica e carsica che fa da confine italo-svizzero, quale zona insubrica e parte delle valli luganesi. Si trova distante ca. 40 min. da Lugano in direzione nord, lasciata la stada cantonale nella zona di Sonvico  la strada si innerpica all'interno del bosco su sterrato. Il piccolo Ranch familiare comprende una casa abitativa da vacanza, con stanze , grottino, cucina abbinata con localino e camino; il tutto in un'atmosfera nostrana. I'immobile é costruito in muratura solida ca. 110 anni fa e poco distante all'entrata del Ranch c'é una   tipo cacciatora in legno  con annesso selleria e deposito fieno. Tutto  é immerso nel totale prealpino. Per pascolo c'é  una buona superficie di prati suddivisi con recinzione elettrica e sui lati la proprietà boschiva. In inverno é però fuori dal mondo, causa neve quale solo il temerario cowboy sale giornalmente con il suo inseparabile Black Bull (LR Defender Td5). Tutto il complesso é costituito da immobili e prati per il pascolo,  circondato da folti boschi di faggeti, castani e betulle e pini. Pure tutta la zona circostante é ottima per  escursioni-trekking sia per diversi itinerari a valle e a monte e con possibilità di andare oltre confine. La mia pratica all'equitazione della Monta Western é  puramente sportiva, non per scopo lucrativo. In generale i miei trekking e piccole escursioni sono in solitaria.

Un'immagine aerea dell'ubicazione del Ranch, circondato da un pascolo e da una zona boschiva prealpina.       

Una bella immagine invernale con bufera a -12C° dell'entrata del piccolo Ranch.

Nella zona a valle vi sono diversi sentieri che attraversano prati e boschi, interessanti dal punto di visita naturalistico e culturale. Si può visitare il paese Sonvico (600 m.s.m)situato sopra Lugano e inizio Val Colla, interessante per la sua storia medioevale. Sopra il paese si può ammirare in mezzo alla vegetazione boschiva una antichissima chiesetta chiamata San Martino.Interessante il sentiero che porta ad essa, attraverso grandi e frondosi vecchi castani. La zona a monte é la più vasta e interessante dal profilo naturalistico. Una gran parte dei sentieri sono immersi prevalentemente nei boschi di faggetti. La zona di confine é di formazione dolomica, formata da pini mugo e pino nero che percorrono sia le pareti e la zona sommitale. Questa cordigliera che percorre il confine di Stato é chiamata Denti della Vecchia unica per la sua particolarità e morfologia nel Cantone Ticino. La roccia  calcareo-dolomica é quasi in tutta la zona, queste si sono formate sul fondo del mare durante il Triassico; 200 milioni di anni fa. Esse sono note da tempo per la ricchezza della flora composta da diverse specie rare o assenti nel resto della Svizzera.

Una piccola panoramica estiva all'entrata del  Ranch familiare alberata dalle mitiche betulle quali tra  le preferite dei Nativi D'America.

Una panoramica di tutta la cordigliera dei Denti della Vecchia, che sovvrasta il "Ranch alle Betulle" unica catena e ultima dolomica prealpina.  

Una buona parte dei suoi sentieri sono impervi con pendenze assai forti, per cui in queste latitudini il trekking a cavallo é  d'obbligo dosare prudenza. In tutta la zona c'é la possibilità di gustarsi una meravigliosa passeggiata selvaggia immersa in una natura tutta particolare alle prealpi. Per simili escursioni a cavallo é importante avere un cavallo adeguato alla natura alpina. La zona di confine attualmente é conosciuta come zona insubrica, interessante turisticamente e culturalmente da ambo le parti. I suoi sentieri sono ora maggiormente segnalati e sistemati, alcuni sono conosciuti come le vie dei contrabandieri durante l'ultima guerra mondiale. Per la maggioraranza un trekking a cavallo pone un livello medio-difficile e difficile, alcuni tratti é consigliabile scendere da cavallo per ragioni di sicurezza personale e per il cavallo. Nella zona della cordigliera é importante avere un cavallo sicuro dei suoi passi e tranquillo, perché lo spazio di camminamento e molto stratto ove in alcuni punti sono visibili dei strapiombi di alcune decine di metri. La via di spazio é ristretta e in alcuni punti non vi é alcuna possibilità di fare girare su se stesso il cavallo. La via più impegnativa fatta con prudenza é fattibile, che sarebbe il sentiero basso tra le sporgenze dolomiche lo Sparviero e le Torri Vaiolet e lo strapiombo detto Spigolone e Sasso Palazzo. Quest'ultimo tratto é da dosare con molta prudenza e che il cavallo sia molto tranquillo, da non effettuare in sella. Il sentiero basso si unisce sia a nord che a sud con quello sulla cordigliera dei Denti della Vecchia.   

 Una tranquilla giornata invernale a scorrazzare sui prati innevati e ghiacciati.

Anche con una forte nevicata tante volte il cavallo sfida egregiamente l'inverno. Tante volte mi chiedo: "vai a capire questi amici equini" molti hanno un bel box accogliente ma loro stanno fuori a pisolare sotto i candidi fiocchi.

Il cavallo Avelignese sopporta benissimo la stagione invernale pure le temperature basse. Il suo corpo é protetto da una fitta peluria, che perderà poi in primavera. Il suo cammino sulla neve é tranquillo e sicuro, naturalmente con una ferratura invernale con ramponi e snow grip (fettuccia di silicone tra lo zoccolo e la ferratura. Questo fettuccia di silicone fa sì che non si attacchi la neve sui ferri, non potendo più camminare.

La zona più a nord si trovano dei pianori con pascolo addibito come alpeggi sia sulla parte svizzera che italiana. Sul pascolo affiorano roccie dolomiche e circondate da zone boschive come nocciolo, faggi, betulle e pini mugo. Oltre le zone degli alpeggi i boschi si diradano e scarseggiano lasciando il dominio alle rose delle alpi e piccoli arbusti alpini.   

La popolazione degl'animali selvatici in prevalenza sono caprioli, cervi e una forte densità di cinghiali.   

Quest'ultimi provengono una buona parte dalle zone selvaggie italiane., essendo poco visitata e con boschi più rigogliosi e meno accessibili all'uomo. 

La selvaggina andando a cavallo é meno disturbata, quale l'odore del cavallo copre la presenza umana; quindi l'animale rimane meno sospettoso.Molto interessante é la scoperta di piccole sorgenti che sgorgano dagl'anfranti di roccia dolomica disperdendosi in terreni paludosi e nei grovigli dei pini mugo. Sopra le pareti rocciose a strapiombo dei Denti della Vecchia si vedono a volteggiare maestose con il loro grido le poiane, tipici rapaci di queste zone. La vista nelle zone più alte é stupenda in direzione sud quale si può scorgere il lago di Lugano, con il bel tempo senza foschia é possibile vedere anche la pianura lombarda. Invece in direzione nord-est si può scorgere parte la zona del lago di Como e parte della zona  montuosa dei Grigioni. C'é la possibilità con tempo limpidissimo di vedere le catene del Monte Rosa.

Dietro al mio fedelissimo Wengo compagno d'avventura vediamo la cordigliera prealpina dei Denti della Vecchia.

La vegetazione e la flora in questa zona prealpina e alpina sono molto interessanti. Nella zona prealpina dominano i boschi di faggeti, castani e una moltitudine di fiori. Nelle cordigliere calcareo-dolomico vediamo una forte crescita del pino mugo, che vive rigoglioso sui gradini rocciosi. Suggestivi sono i piccoli pianori nel mezzo dei boschi di pini mugo, qui vediamo una crescita  di molte specie di fiori di montagna; che con i suoi colori vivaci da un'immagine spettacolare al escursionista. La vegetazione e la flora cambiano in base quota e alle posizioni climatiche. Nelle regioni alpine la vegetazione é composta prevalentemente da boschi di conifere, che ricoprono anche forti pendii fino a limiti di quote elevate. Il larice é una pianta che vive ai limiti massimi e in luoghi anche di forti erosioni. Per la maggior parte vediamo comunque pinete formate da pini cembri, pino bianco e pino silvestro. Da ultimo vediamo il caratteristico pino mugo che vive in zone composte anche da torbieree acquitrini alpini, vivono in simbiosi anche con i bellissimi rododendri. I fiori più comuni nelle zone prealpine e alpine sono diversi, vediamo il papaver reticum, pulsatilla alpina, ranuncolo, ranuncolo glacialis, achillea alpina, botton d'oro, dryas octapetala, genziana e genzianella, rododendri. la regione é anche abbastanza buona per i funghi, quali i porcini e altri specie commestibili. Lo scenario più suggestivo negl'alti piani alpini sono comunque i rododendri, che coprono immense distese erbose con massi rocciosi; il loro colore dona grande contrasto con la natura circostante. 

A volte il sottoscritto un po' matto e da vecchio cowboy ritorna da un'escursione all'imbrunire e a volte già sera. Comunque cavalcare sotto un cielo stellato o a luna piena é sempre un'emozione oltre sognando i tempi del vecchio West. Raccomando cavalcare con poca luce solo con un cavallo molto affidabile.

LUOGHI IMPORTANTI E DI RIFERIMENTO PER IL TREKKING:


Lato di confine: (nord/est)

Monte di Murio (894 msm), Capanna Pairolo (1347 msm), Monte Catelina (1595 msm), Cima dell'Oress (1795 msm), Passo di Pianca Bella (1675 msm), Pianca Bella (1645 msm), Cima di Fiorina (1809 msm), Passo di Fiorina (1717 msm), B.tta di S. Bernardo (1586 msm/passo) confine di Stato, Alpe Colmine (1483 msm) lato italiano, Passo di S.Lucio (1542 msm) lato italiano da visitare la capanna e chiesetta S.Lucio, dal Passo S.Lucio si può continuare per la valle Cavargna, Alpe Cottino, Bogno, Certara,  Monte Garzirola (2116 msm) confine di Stato.

Lato di confine (sud/est)

P.sso Pairolo (1406 msm) lato confine di Stato, Alpe di Puria di sopra (1272 msm) lato italiano con part. dal passo Pairolo, Alpe di Puria (1026) lato italiano con part. dal passo Pairolo, Alpe di Dàsio (1397 msm) lato italiano con part. dal passo Pairolo, Alpe Noresso (1449 msm) lato italiano con part. dal passo Pairolo, Monte Spilucco (1250 msm) lato italian con part. passo Pairolo percorrendo sentiero insubrico, B.tta di Brumea (1263 msm) lato italiano con part. dal passo Pairolo percorrendo sentiero insubrico, Pian di Scagn (1174 msm) lato italiano con part. da passo Pairolo percorrendo sentiero insubrico, Alpe Bolgia (1121 msm) lato italiano con part. da Pian di Scagn, Alpe Bolla (1125 msm) con part. da Pian di Scagn o part. da Creda (lato/west), Monte Brè (808 msm) con part. dall'Alpe Bolla percorrendo Pian Camoghè. 

Dopo un lungo e faticoso trekking di alcuni giorni svoltosi nelle zone insubriche, partendo sopra i monti di Sonvico; il cowboy sonnecchia un meritato riposo nel suo Ranch. 

Il controllo e la raccolta del bestiame per portarli da un pascolo all'altro  é importante. 

In mancanza di erba al pascolo già mangiata, bisogna portare alcune balle di fieno in attesa di una  trasferta per un nuovo pascolo. 

 Una bella immagine soft con cavallo al pascolo nella mia recinzione, all'ombra di una quercia e alcuni pini. 

Un controluce sotto i Denti Vecchia. Assaporare il tramonto in sella di un cavallo é una bella sensazione. Ascoltare i rumori della natura la lieve brezza alpina e gl'ultimi cinguettì prima dell'arrivo  della notte fonda.

Unico mezzo della zona che sale ai monti anche con un  inverno tremendo, quale puro fuoristrada Td5 Defender della Land Rover (carrozzeria in alluminio e telaio portante).Prima di acquistare questo potente e meraviglioso gioiellino ho provato in inverno con neve quasi tutti 4x4 imprestatomi da garage o amici. La delusione fu  talmente grande che la scelta senza ripensamenti é andata su questo mezzo che ho chiamato Black Bull.  www.africaland.it    

Tutta la strada nel bosco é parzialmente in  sterrato, roccia frantumata e roccia. All'inizio  un falso piano con forti insidie, per poi cambiare fortemente la pendenza con punte del 25-37%. A metà strada vi sono 2 tornanti a gomito leggermente in salita con un totale di 4 tornanti. Parte della strada sul lato monte c'é una cunetta, dalla quale bisogna stare attenti di tenire il mezzo  in carreggiata specialmente in discesa. La strada dopo diversi passaggi le carreggiate diventano fortemente ghiacciate come pure ghiaccio su diverse superfici del quale esce perennemente acqua dalla roccia sovrastante. Per sicurezza é d'obbligo mettere 4 catene (se non necessarie in primavera almeno 2 catene), il loro montaggio  sul mezzo lo eseguo giornalmente. Riguardo le catene la cosa migliore é quindi di disporne  due coppie, quindi da intallare sia sull'asse anteriore che su quello posteriore, questa configurazione garantisce sia direzionalità che motricità ed é la unica possibile quando si affrontano tratti innevati sul serio e ghiacciati, come sanno bene gli utilizzatori alpini. In genere con questo sistema con un vero e puro  fuoristrada si riescono a superare tratti con neve fino a 50-60 centimetri, oltretutto anche una buona conoscenza di guida Off-Road.

Poca neve o tanta neve la salita é d'obbligo per foraggiare gli animali. Raramente ho dovuto salire a piedi con racchette o ski per una durata di ca.30-40 min. A volte sulla strada innevata  cadono degl'alberi, il quale devo aprirmi un passaggio con motosega; una vera avventura da cowboy.

Dopo una bella nevicata notturna la mia Land Rover (Defender Td5) imbiancata a nuovo. Devo dire che non c'é neve che tenga il mio Black Bull é inarrestabile.

Trailer che uso per il trasporto cavalli e fieno. Con questo rimorchio ci salgo agganciato al Defender, con un carico totale di ca. 1200 kg.  (fieno + peso trailer) senza problemi, se necessario per avere una salita più sciolta per dare maggior confort al cavallo innesto le ridotte.

Questo mezzo ruspante mi serve non solo per portare a monte il Trailer carico di fieno o il cavallo ma anche per trasportare diversi sacchi di mangime con un totale di ca. 400 kg. 

Quando la strada in sterrato é magari bloccata da una caduta d'albero o danneggiata da un forte temporale, cerco di aggirare l'ostacolo per poter arrivare senza problemi al Ranch per foraggiare gli animali.

Salire ai monti in autunno con il tramonto é bellissimo.

Alcuni particolari in legno stile Western. In onore dei leggendari Texas Longhorn, primi bovini che facevano le lunghe transumanze con i primi coloni. Le due sigle su ambo due lati della testa del toro sono tra i più famosi Ranch nel west americano. Sotto ho messo un vecchio portapane che funge da bucalettere, sperando che passi un postino il famoso "Pony Express".   

Una piccola aiuola circolare e nel bel mezzo un torrino che funge da fondamenta a un bel tronco di castano a mo di forca, con appeso una fetta pure di castano con le scritte del Ranch.

Come luogo é senz'altro un paradiso per un cavaliere, nel mio caso di Monta Western.

In un Ranch la ruota di legno di un carro non deve mancare, nell'immaginazione le lunghe carovane dei pionieri del west; accanto ad una sgualcita bandiera USA. Sotto un piccolo emblema che indica stazionamento cavalli e bivacco in tenda. Da ultimo un fetta di legno di castano, con raffigurato il copricapo del grande Toro Seduto in onore dei venerabili Oglala.

Un bel tramonto autunnale (montagne Malcantonesi) che sto assaporando dalla finestra accanto al camino.

Brucano tranquillamente con una brezza alpina in poppa facendo svolazzare  criniera e coda. (Avelignese con compagna Quarter)

  Il mio cavallo di battaglia per i duri trekking alpini al pascolo. Dietro vediamo le due imponenti cime dei Denti della Vecchia.

Alla chiamata del mangime scende all'impazzata.

I colori autunnali che donano le piante si confondono o si amalgama bene con il colore del mio cavallo. Il tutto della tavolozza di colori messa in risalto dalla bionda criniera.

L'arrivo dell'inverno é vitale preparare la legna, in generale uso del faggio e castano. Quest'ultimo l'ho lascio fuori sotto le intemperie per ca. 2 anni, eliminando gran parte  il tannino.

Dopo una giornata di duro lavoro o una lunga escursione a cavallo nei mesi freddi, per un instancabile cowboy e cavaliere solitario  un buon pasto é importante e meritevole. 

Un buon cowboy deve non solo essere bravo a cucinare durante un trekking sui caminetti costruti in pietra, ma anche davanti ai fornelli nel suo piccolo Ranch. Una bella padellata di porcini alla Tex-Mex, sentite che "profumino".

La mia compagna quattro zampe una bellissima e brava Rottweiler, che sorveglia  attentamente il pascolo circostante del piccolo Ranch. Molto allegra di carattere e un'amante delle belle passeggiate nella frescura dei boschi di faggi e castani. Non ama la stagione calda preferisce  la frescura del grottino o  sdraiarsi all'ombra, ma sempre vigile. (morta per malattia il 28.01.'08) ciao cagnolona so che sei felice lassù al "Ponte dell'arcobaleno". 

Questo pennuto mi é molto caro del quale gli ho salvato la vita, ferito forse da un cane e abbandonato lungo un fiume. L'ho medicato diverse settimane con un piccolo intervento chirurgico personale, con un esito positivo. È la mascotte del Ranch e l'ho chiamato "Buffet", molto curioso e coraggioso pure amico della martora che gli viene a mangiare il suo cibo a poca distanza; scodinzolando e guardando l'intruso. (Morto di vecchiaia il 14.01.'08) 

Vi sono dei inverni con freddo veramente glaciale, arriviamo a punte di -8 a -15 C° e siamo ad una quota di ca. 850 m.s.m). L'acqua scorre sempre nelle condutture principali del Ranch per poter avere sempre l'acqua per il cavallo e  poter cucinare e usare i servizi della casa.

La gattina "Fumi" che osserva con tanta attenzione e pazienza l'arrivo dell'inverno. Naturalmente nei mesi freddi autunnali e invernali predilige volentieri  rimanere davanti al caminetto. Certo che i gatti sono veramente dei grandi sornioni, beati loro.
( Morta il 24.03.2013 in Leventina nel mio eremo alpino).

Bellissimo a vedere i 2 cavalli a pascolare e mangiando la tenera erbetta alpina. In secondo piano il cavallo Haflinger per eccellenza l'alpinista della razza equina, quale faccio i bellissimi trekking. In primo piano la prestigiosa Quarter figlia di un famoso stallone e pluricampione mondiale di Reining.

Mia figlia che si appresta a iniziare una passeggiata con la bravissima Quarter.

Un bel controluce durante le freddissime giornate pre invernali, raffigurante un noce spoglio dalle sue profumate foglie e dai suoi squisiti frutti quale il mio cavallo ne va ghiotto.

Il cavallo di battaglia che attende tranquillo di essere sellato per una bella passeggiata.

A volte trasmetto e sussurro un pensiero positivo come i Nativi d'America con i loro cavalli d'avventura e battaglia. 
Morto di vecchiaia in Leventina il 27.03.2016 , riposa in pace grande Wengone.

 In autunno con la prima luce dell'alba con ancora la freschezza notturna, gli porto il mangime e un buon fieno montano.

Una bella giornata tipicamente invernale, con una temperatura di -10C° . La poca coltre di neve é pure ottimale per una bella escursione a cavallo.

Un spiraglio di sole che penetra tra le nuvole scure spinte da una brezza artica. La sommità illuminata si trova sopra il mio Ranch e nelle vicinanze della Capanna del Pairolo. Zona molto bella per le escursioni a cavallo sia in estate che in inverno, specialmente con il fondo innevato duro e leggermente gelato.

Purtroppo anche con forti piogge devo fare alcuni guadi per poter salire a foraggiare il cavallo e alcuni piccoli animali.

Dopo lunghi giorni di temporali e forti acquazzoni la starda viene semi-distrutta, con la conseguente fuoriuscita di piccoli torrenti, erodendo il fondo stradale nel bosco.

Un buon riposo a tetto durante le lunghe giornate piovose e nevicate. Anche un cavallo abituato stare spesso al pascolo, rimane ben volentieri al riparo con pazienza a farsi un riposino.

Una bella immagine invernale e fredda, ove il mio cavallo attende con pazienza l'arrivo del padrone che gli porta il cibo. In inverno maggioro un po'  più il mangime, fieno e un pochino di paglia.

 Con l'ultimo strato di neve il cavallo comincia ad uscire più volentieri a brucare quel po' di erba secca che é rimasta sotto la coltre di neve tutto l'inverno.

In tutta tranquillità al pasto brucando una tenera e fresca erba montana.


























  


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