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TREKKING PREALPINO .

Le zone interessanti che frequento maggiormente é la regione prealpina del Pairolo (1347 msm) e oltre con partenza dai monti sopra Sonvico/Pianez (Ranch alle Betulle a 850 msm). Oltre la capanna del Pairolo si percorre lungo il confine italo-svizzero verso il passo del S.Lucio (1542 msm) con la sua chiesetta e capanna. Interessante sono anche i camminamenti nella zona della Val Cavargna, sia dal lato storico che geologico. Dal pianoro di S. Lucio é possibile l'ascesa verso il monte Garzirola (2116 msm), camminamento con il cavallo é abbastanza buono. Pure buone e diverse sono le escursioni sotto e sopra la cordigliera dei Denti della Vecchia. Una buona parte sono sentieri non segnalati da medio-difficile e difficile, che percorrono a lato della roccia dolomica e arbusti di pino mugo. Lo scenario morfologico e naturalistico in generale é molto suggestivo e parte con una vista sul golfo di Lugano. Ai piedi dei Denti della Vecchia esistono 2 strade che percorrono su tutta la lunghezza da Creda al Pairolo. Quella bassa é il sentiero ufficiale che porta prima a Cioaschio per poi salire fortemente alla piana del Pairolo. Invece quel sentiero alto in mezzo a una boscaglia di faggeti parte dal monte di Murio in direzione della  del Pairolo, per poi proseguire in piano verso la Capanna  del Pairolo. Nel sentiero basso s'incontra spesso delle sorgenti ottimo per abbeverare il cavallo. Invece nel sentiero alto non sono visibili delle sorgenti, la prima sorgente la incontriamo a metà strada della piana del Pairolo. In inverno la zona alta non  é  praticabile, essendoci molta neve e ghiaccio e invece la parte bassa zona Sonvico e madonna d'Arla é praticabile anche in inverno sempre altezza neve permettendo. Anche se il cavallo é attrezzato per l'inverno con ramponi e relativi snow-grip, sarebbe impraticabile e faticoso. I percorsi alti sono comunque  più suggestivi in tarda primavera e in autunno specialmente con i suoi  colori e tramonti. 

In questa zona prealpina troviamo la capanna Pairolo, di proprietà della SAT Lugano. È situata in alta Val Colla tra i Denti della Vecchia e la Cima di Foiorina. Completamente in muratura, é stata ampliata e rimodernata nel 1977. Dispone di un locale soggiorno 40 posti letto suddivisi in camerette. La capanna é un punto di arrivo e di partenza per escursioni in diverse direzioni: Val Colla, Sopraceneri, Italia e Lago di Lugano. Ideale meta per il fine settimana. Cucina semplice e nostrana, aperta da maggio a ottobre, periodo di Pasqua, fuori stagione su richiesta. Vedi sito: www.capanneti.ch

La zona dirimpetto ai Denti della Vecchia ossia a lato del paese di Sonvico, c'é la possibilità di una bella escursione e panoramica che guarda sul Golfo di Lugano. Questa é la piana della Madonna d'Arla, all'inizio sulla destra vi sono due simpatici grotti ticinesi immersi in un bel bosco di castani. Dalla sommità del pianoro si può scendere a Sonvico passando a lato di una chiesetta chiamata S. Martino una delle più vecchie della Svizzera. Invece i sentieri alti nella zona sotto i  Denti della Vecchia, le eventuali  partenze sono partendo da Sonvico, Monti Pianez (Ranch alle Betulle), Murio e Creda per la Capanna del Pairolo. Bellissimi anche i tracciati sulla zona di confine Italo-Svizzera sulla cordigliera dei Denti della Vecchia, in generale sono difficili con forti pendenze e sconnesse ma di una natura particolare e selvaggia.  Da Murio il sentiero ufficiale é per Cioscio, tenendo la sinistra poi verso il Pairolo. Il sentiero alto da Murio non é più ufficiale quale percorre anch'egli tutto nel bosco, questo é meno insidioso di quello basso ufficiale. Parte di questo sentiero si trova a poche decine di metri sotto ai piedi della catena dolomica dei Denti della Vecchia. Faccio presente che i Denti della Vecchia é un'ottima palestra per l'alpinismo, conosciuta da molti alpinisti di fama mondiale. Dal passo del Pairolo sopra la Capanna, verso il confine di Stato c'é un sentiero poco frequentato nella zona italiana per andare all'Alpe di Dasio, ottimo posto per eventuale bivacco e far mangiare il cavallo essendoci un buon pianoro come alpeggio. Il sentiero prosegue  poi per l'alpe di Noresso anche quì una zona buona per un'eventuale bivacco, il sentiero tra queste due alpi é segnato ufficialmente, con una media difficoltà per un cavallo. Dall'alpe di Noresso si può proseguire volendo in direzione alla Cima di Fiorina quindi verso il confine di Stato, faccio presente che il sentiero iniziale per la prima alpe e il tratto finale della seconda alpe per il Monte di Fiorina non sono ufficiali; sono anche abbastanza difficili da seguire e a tratti abbastanza difficoltosi tutto in un fitto bosco di faggi. Raccomando avere una cartina topografica, bussola e eventualmente un GPS. Questa zona é molto interessante riguardo la selvaggina quale cinghiale, essendo una zona molto selvaggia.

 Sentieri della zona alta delle valli luganesi. Punto di riferimento la Capanna del Pairolo, ove partono i sentieri verso il passo di S. Lucio. Da quest'ultimo punto si può andare verso il Monte Garzirola, passando per il rifugio del Garzirola. Il percorso dal rifugio alla cima é piuttosto impegnativo con un cavallo, alcuni punti per ragioni di sicurezza e per non stancare eccessivamente il cavallo meglio procedere a piedi. La discesa é consigliabile fare a piedi su alcuni tratti rocciosi, poi fino al rifugio Garzirola (1975msm) non vi sono problemi. Il rifugio é servito da una strada sterrata percorribile con mezzi fuoristrada previa autorizzazione comunale. Nelle vicinanze della chiesetta di S. Lucio (martire di Cavargna, commemorato anche in occasione della Sagra di "S.Rocco" sempre il 16 agosto, festa che si distingue per grande partecipazione di fedeli provenienti dall'Italia e dalla Svizzera). Dalla chiesetta c'é la possibilità di scendere nella valle Cavargna, attenzione però nelle zone boschive i sentieri sono impegnativi ma molto selvaggi, consigliabile un buon cavallo tranquillo e una buona preparazione del cavaliere. Nella zona della Val Cavargna, si possono intravedere dei ruderi che richiamano la Via del Ferro fino alla Val Morobbia. Nei mesi estivi a S. Lucio c'é la possibilità di ristorazione ev. anche soggiornare durante la notte.  Nella zona iniziale del sentiero per il M. Garzirola c'é una deviazione a destra per l'Alpe Tabano, con possibilità di ristorazione e alloggio come azienda agriturismo. Dalla capanna del Pairolo al passo del S. Lucio il sentiero percorre tutto il confine di Stato, molto interessante anche dal lato geologico e floreale.   

Un meritato riposo nel bel mezzo di un faggeto e pini mugo, nei pressi del passo di Pianca Bella (1675 msm), situato tra la Capanna del Pairolo e la Cima di Fiorina.

Non c'é miglior fascino di poter cavalcare all'interno di un bosco, alle prime ore  del mattino. Il sole ancora tenuo che penetra tra il fogliame tracciando dei netti spiragli che vanno a rischiarare il suolo cosparso di  foglie multiformi e di ricci di castano, dando una tavolozza di colori surreali. Il passo cadenzato del cavallo sulle foglie dona ulteriormente un ambiente difficile da descrivere al momento, ma lasciando  davanti a sè un fascino.  Il bosco é come una sinfonia di immagini meravigliose.

Raduno del bestiame per portarlo all'alpe di Dasio (1397msm) per la mungitura serale. Quest'alpe si trova sul versante italiano, partendo dal Passo Pairolo in direzione del monte Pradé (1607msm).

I sentieri che serpeggiano fra le guglie di dolomia sono anche molto interessanti per un passaggio a cavallo. Solo quel passaggio fra il no. 10-11 non é fattibile per un passaggio a cavallo, essendo ripido e con forti sbalzi tutto su roccia. Gli altri passaggi sono interessanti ma raccomandabile prudenza e una buona preparazione all'equitazione, essendo in alcuni punti abbastanza pericoloso. Dal no. 4-6 in alcuni punti dove il sentiero é stretto con il lato a valle a strapiombo é preferibile per maggior sicurezza scendere da cavallo. Raccomandabile lasciare lunga la lunghina durante il camminamento e stare a monte contro la roccia.

Panoramica sul prato dei monti di Cioaschio. A) partenza dall'alpe del Pairolo con possibilità di fare la cordigliera boschiva verso il paese di Rosone e ai grotti di Madonna d'Arla. B) questo percorso porta alla capanna del Pairolo, partendo da Cioaschio o dai sentieri con partenza da Murio e Creda (v. panoramica sotto). C) é una deviazione in una zona boschiva verso il promontorio di Cioaschio. D) sentiero con partenza da Murio che porta a Cioaschio e salendo verso la capanna o scendendo verso Sonvico, mantenendo la parte bassa (strada carreggiabile).

A) percorso che parte da Creda e da Murio, che porta per il Pairolo; a metà strada c'é una deviazione verso il basso che porta ad incontrare il percorso basso A1). Quest'ultimo parte pure da Creda e Murio, porta verso i monti di Cioaschio D). Arrivati ai piedi del prato di questi monti si può proseguire la strada sterrata che porta giù nella valle per il paese di Sonvico. Il percorso A) non pone difficoltà di percorso, quasi tutto il tracciato é in costante salita. Il percorso A1)  pone oltre che media difficoltà prudenza, vi sono 4 passaggi stretti in vallette con terreno un po' instabile e lato valle  con forti pendenze. B) crinale spartiacquee con la zona boschiva e la piana di alpeggio del Pairolo. 

Personalmente per un'escursione o trekking a cavallo i mesi autunnali sono i migliori, sia dal punto di vista della colorazione della natura circostante ma anche perché la temperatura ambientale é fresca quindi gradevole per l'amico cavallo.

Queste costruzioni in pietra del luogo sono chiamati "Cassinèl". I montanari delle zone prealpine mettevano dentro al fresco i formaggini e il latte delle loro mucche e capre. È abbastanza raro vedere ancora delle costruzioni quasi complete della sua architettura, il particolare e sovente si vedeva all'interno una piccola sorgente d'acqua. Quest'ultima serviva non solo per tenire al fresco i prodotti montani ma bensì anche per uso domestico.

Riposo in un bosco di betulle, con una temperatura di - 8 C°, il tutto illuminato con un bel tramonto.

Il sottoscritto in posa con il suo cavallo di battaglia sotto le 4 cime dei Denti della Vecchia. Le escursioni nei mesi autunnali sono le più divertenti sia dal punto di vista della colorazione del fogliame e per la temperatura abbastanza fresca.

Molto affascinante é fare una piccola passeggiata al chiar di luna. Importante la sicurezza, fare un percorso conosciuto privo di pericoli. Munirsi ugualmente di una torcia elettrica meglio ancora di  un faretto da fissare alla testa. Molto più affascinante e fare un'uscita invernale con neve dura, il riverbero sulla neve é veramente spettacolare. Raccomando andare con un cavallo tranquillo e se fate un'uscita invernale che sia ferrato a dovere, cioé con snow grip (fettuccia in silicone tra lo zoccolo e il ferro, questo fa sì che la neve non si attacca alla ferratura) e ramponi (Mordax). 

Il sottoscritto cavaliere solitario con il suo fedele cavallo che attraversa una folta vegetazione di altissime felci, quale habitat ideale dei cinghiali.

Un bellissimo tramonto mentre rientro e percorro il sentiero sulla cordigliera dei Denti della Vecchia.

L'ombra riflessa nel sottobosco mentre furtivamente il cowboy torna al suo Ranch.

Il buon cowboy "Cavaliere solitario" in posa con il suo inseparabile cavallo di battaglia.

Una breve sosta da un ritorno della cordigliera dei Denti della Vecchia, con temperatura invernale senza neve. Quando il cavallo é sudato specialmente in inverno la sosta deve essere  più breve possibile, se lunga coprire il cavallo con una copertina in Pile traspirante; questo molto importante. 

Giornata molto fredda nel mese di dicembre a scorrazzare sul terreno gelato, con molta prudenza é fattibile ugualmente una bella passeggiata.

Una piccola pausa dopo una lunga escursione invernale, scaldandoci un'attimino al sole dicembrino. 

Con prudenza inizio una forte discesa di ritorno dopo una stupenda passeggiata, lungo la catena dei "Denti della Vecchia". 

Una bella escursione con neve polverosa in tutta tranquillità con l'amico cavallo.

Sono un po' di fretta perché la sera sta per avvicinarsi, e il Ranch dista ancora un'oretta. Giornata fredda con neve molto polverosa con fondo duro. Cavallo equipaggiato con snow-grip e ramponi tipo Mordax.

Una piccola sosta in un bosco di faggi spoglio nel periodo invernale.

Al rientro dopo una lunga escursione scendo da cavallo per non stancare troppo le gambe del cavallo sulla su una strada in sterrato con  tratti fortemente in discesa.  

Dal pomo della mia sella si intravede le ultime guglie dei Denti della Vecchia, verso il lato Pairolo.

Dopo una meritata escursione gli offro all'amico cavallo un po' di arancia come dissetante.

Il sottoscritto cavaliere solitario seguito da un'ombra solitaria!



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