Home
Ubicazione Ranch
Trekking prealpino
Trekking alpino
Materiale  MW
Conoscere
Alimentazione
Consigli pratici
Formazione  nodi
Storia del West
Trekking 4x4
Viaggi 4x4
Motoslitte
Musica country
Link
Guest Book
 


TREKKING ALPINO IN SVIZZERA.

La zona più interessante per un trekking alpino é certamente la parte più alta del Canton Ticino. Vediamo la valle di Blenio e tutto il massiccio del San Gottardo, arrivando anche alle quote nivali. Mi trasferisco nella valle di Blenio naturalmente nell'incantevole zona del Lucomagno. Un tracciato molto interessante e non impegnativo nel senso generale é il percorso dalla valle di Santa Maria, con partenza da Casaccia attraverso il passo Colombe (2381 msm) verso la capanna Cadagno. Meritevole la vista dei diversi laghetti che vi sono nella zona e il splendido scenario circostante. Impegnativo invece é il percorso nella val Termine in direzione alla diga Sontaga Maria per poi immettersi nella val Cadlimo. In ogni modo un trekking a cavallo attraverso la val Cadlimo e la val Canaria bisogna organizzare un bivacco; sia per la sua lunghezza e la faticosità specialmente per il cavallo. La val Canaria é stupenda sia geologicamente e presenta scenari alpini fuori dal comune, fanno ricordare un po' le zone del nord america. La selvaggina é molto frequente vedi camosci e cervi che si lasciano avvicinare abbastanza a cavallo. I sentieri oltre quelli ufficiali c'é una bella varietà che oltretutto quest'ultimi fatti appunto dalla selvaggina sono i più suggestivi ma naturalmente possono porre alcune difficoltà sia al cavaliere e cavallo; ma con una buona cognizione e prudenza sono in  gran parte sormontabili. Durante il percorso si trovano alcuni bei spiazzi pianeggianti ed erbosi ideale e al riparo per un bivacco, altrimenti é possibile una sosta alla capanna di Cadlimo (2570 msm). Organizzare un trekking in questa regione , é prudente assicurarsi che il bollettino meteo annunci delle belle giornate; tutta la regione é ad alto rischio riguardo ai temporali. Interessante sempre sullo stesso lato sopra Piottino, che comprende Chièra (2038 msm) terrazzo pianeggiante avente un'enorme superficie ornata da numerosi pini mugo e molti rododendri; prudenza con il cavallo riguardo i numerosi crepacci che affiorano sulla roccia e parte nascosta dalla folta vegetazione. Su questa stupenda piana per fare un bivacco non pone problemi quasi tutta la zona é buona e l'acqua non manca, ma attenzione le piccole superfici di torbiere e fango per non incappare in qualche incidente riguardo lo sprofondamento; specialmodo per l'amico cavallo. Più in alto c'é la possibilità di visitare il lago Chièra (2355 msm), incastonato in una valle circondata da un'immensa pietraia, lasciando però delle belle spiaggette erbose per far pascolare il cavallo e ev. per installare un bivacco sotto lo sguardo dell'imponente pizzo Pécian (2764 msm). Un tracciato sempre restando sullo stesso versante ma verso nord, sarebbe meritevole visitare la zona sopra Piora, Deggio, Lurengo partendo se é possibile da Predelp (1671 msm). questo tracciato però passa sotto il terrazzo dell'alpe di Chièra. Per chi vuole il congiungimento sul sentiero ufficiale appunto quello sotto il terrazzo é possibile farlo partendo dall'alpe, ma c'é un piccolo promontorio che pone abbastanza problemi riguardo la discesa essendoci una piccola superficie di granito che si dovrebbe passare ma con la ferratura potrebbe esse pericolosa; quindi non consiglierei questa scorciatoia. La zona più impegnativa riguarda il passo Forca (2115 msm), per questo trekking é necessario uno o due bivacchi essendo abbastanza lungo che percorre tutta la cresta da dietro il pizzo Pettine verso nord, il sentiero é parzialmente rovinato con passaggi parzialmente su lastricato granitico ma percorribile con un cavallo adeguato alla montagna. In tutta la zona non esiste piante ma sbalzi rocciosi e enormi massi ove si potrebbe fare un bivacco, tutto il versante é parzialmente erboso. Interessante anche tutta zona sopra Carì fino al crinale del passo del Nara (2123 msm), su questo versante osserviamo una scarsa vegetazione dominata da roccia e pascoli per l'alpeggio oltretutto scarsamente pianeggianti. 



Quando programmo di fare un trekking vicino a delle zone d'alpeggio, approfitto di lavorare come cowboy assieme al mio compagno equino addestrato al lavoro col bestiame (Trail horse) per radunare i capi e portarli alla mungitura serale. Guadagnandomi una bella formagella e un bel pezzo di burro, offerto gentilmente dai alpigiani.  Naturalmente le ns. latitudini non mi permettono lunghe galoppate, ma il sistema di conduzione di un bestiame in alta montagna non é cosa facile. Ci vuole prudenza e tatto sia per i bovini che per il cavallo, essendo il terreno molto irregolare e non certo pianeggiante. 

Nei diversi trekking nell'alta Leventina parto in generale dalle 2 residenze di vacanza paterne (1650msm), situate nella zona a nord  di Carì . Con possibilità di partire verso nord scegliendo diversi percorsi, sopra il Piottino fino nelle zone nivali per poi proseguire verso la valle Canaria. Un' altra zona interessante invece é in direzione sud, percorrendo sopra Carì in direzione pizzo Molare per poi proseguire nella valle di Blenio quindi prima nella zona  del Nara. Anche in  questo percorso arriviamo a quote  nivali con passaggi erbosi e zona d'alpeggio. La zona nord la considero medio-difficile e quella a sud direi media e tranquilla.

    Dal mio eremo alpino (Leventina) mi programmo con tutta calma i miei tracciati da scoprire a cavallo, dove solo i camosci e le marmotte osano. Le zone interessate come punto di riferimento sono la valle Predelp ai suoi lati e l'attraversamento del passo Predelp (2445msm) per poi proseguire in direzione val Piora e la valle S. Maria. Quest'ultimo percorso sul passo é abbastanza difficile ma con precauzioni e una buona conoscenza dell'orientamento e condizione é fattibile sempre con un'ottimo cavallo da montagna. 

Sorseggiando un buon caffé caldo prima dell'escursione di buon'ora, intravedo dal salottino il ghiacciaio del Campo Tencia (3071msm). Ottima zona tra l'altro per trekking a cavallo, ma solo con cavallo sicuro e ottima condizione fisica pure il cavaliere. Si può salire da Dalpe (1192msm) attraverso la valle Piumogna molto suggestiva, oppure ma molto più lunga da Piotta, Giof per poi proseguire al rifugio Garzonera (1973msm) in direzione del lago Tremorgio per poi salire alla capanna di Leit (2260msm) e come meta finale alla capanna del Campo Tencia (2140msm). Percorso molto impegnativo da fare spesso anche a piedi per non stancare eccessivamente il cavallo o arrecare danni alle gambe essendo in alcuni tratti molto sassoso. La fatica é appagata visibilmente dai scenari stupendi e con una morfologia molto variegata a quote nivali. 

Cartina con sentieri dove per la maggioranza é possibile il passaggio con cavallo. Un giro interessante medio-difficile con partenza da Carì per poi andare verso nordin direzione Alpe Piora, da farsi minimo in 2 giorni con bivacco. All'altezza del gruppo di rustici a Somprei c'é la possibilità di avere 2 varianti per proseguire in direzione nord. Tenendo la direzione a monte si arriva all'alpe di Chièra per poi ridiscendere e a congiungersi con la strada più bassa che porta in direzione Lurengo. La discesa dal promontorio di Chièra é abbastanza impegnativa essendoci dei lastroni, quindi sconsigliabile pone un rischio al  cavallo é fattibile solo con una forte conoscenza del passaggio. Mentre la strada ufficiale bassa é molto suggestiva quasi tutta all'interno di un gran bosco di conifere e enormi sassi sparsi ovunque. All'altezza di Lurengo il tracciato é più tranquillo, trovandosi nel bel mezzo di grandi prati. Dalle Cassine di Deggio inizia l'ascensione verso il passo Forca, raccomando questa zona prudenza e buona parte farla non in sella. Dopo il passo si prosegue su per un crinale accompagnato dall'ultima vegetazione di conifere a quota nivali, per poi ridiscendere alla piana del Piora. Nella zona del passo e nella zona Piora non c'é legna per scaldare ev. mangiare; quindi per questa escursione consigliabile portarsi con sé un fornellino a gas. Nella zona del passo Forca c'é la possibilità di bivaccare e far pascolare il cavallo, ma sempre con prudenza e  tenire legato il cavallo con una lunghina. Nella piana del Piora le possibilità poi per proseguire ad altre escursioni sono molte. Attenzione nella piana del Piora vi sono diverse torbiere e acquitrigni alpini, quindi prudenza seguire i piccoli camminamenti fatti dalla selvaggina e dai bovini dell'alpe di Piora.

Un bel gioco di riflessi, il pzzo. Pettine che si rispecchia in un laghetto nella torbiera dell'alpe di Chièra 2'355 m.s.m (Leventina).


I piccoli laghetti alpini formatisi grazie alle torbiere e alle sorgive, donano uno scenario stupendo. Però in queste determinate zone di acquitrigni bisogna avere una forte prudenza, specialmente con il cavallo. Seguire se é possibile i piccoli sentieri tracciati abitudinalmente dalla sevaggina o da bovini se vi é un'alpe nelle vicinanze.

L'abbeveraggio durante un trekking é molto importante, meglio e prudenziale attendere un po' che il cavallo sia meno sudato e affaticato. Una sosta davanti ad una fontana scavata in un tronco di larice, sopra uno spiazzo all'interno di un bosco di conifere poco distante da Carì.

Il mio cavallo attende che sia dissellato a dovere dopo una faticosa camminata lungo un crinale nella zona di Molare esposto al sole. Trovato un bel luogo boschivo all'ombra decido di fare un bivacco e lasciare pascolare il cavallo all'interno di un piccolo recinto costituito da un nastro bianco tra un pino  all'altro. Fare sosta dove vi sono piante é molto facile costruirsi un recinto mobile in tutta tranquillità. Prudenzialmente mai lasciare pascolare un cavallo senza una recinzione, specialmente durante un bivacco notturno. Potrebbe spaventarsi anche se il vs. cavallo é il più tranquillo di questo mondo. La morfologia alpina é piena di insidie un incidente a quelle quote potrebbe essere fatale al vs. compagno d'avventura. 

Stretti passaggi tra i rigogliosi rododendri e pini mugo sopra il terrazzo roccioso di Chièra, situato in verticale sopra il Piottino. Tutta la zona é abbastanza pianeggiante con una vegetazione del piano alpino inferiore molto rigogliosa ad una quota di 2180msm.

Qui vediamo 3 percorsi con partenza da Predelp, dal grande posteggio sotto il bacino idroelettrico. A destra sull'immagine porta nella zona Pian Cavallo per poi proseguire sopra l'alpe di Carì e quindi con possibilità di andare verso l'alpe Nara per poi passare il passo di Nara (tra il pzzo. Nara e il Mattarone). Da questo punto vi sono  sentieri per proseguire giù in diversi paesini bleniesi (Pianezza, Gariva). A sinistra sull'immagine il percorso basso porta sopra Somprei, per poi ridiscendere con cautela essendo parte del terreno ripido e sassoso. Da Somprei in direzione nord vi sono 2 sentieri. Quello basso  che passa sotto il terrazzo di Chièra porta ai prati di Lurengo, quello alto invece porta a Chièra. Il percorso centrale porta al passo di Predelp, per poi chi vuole può scendere in direzione della valle di Piora. Come riferimento a sinistra si intravede il pizzo Colombe e a destra il fondo valle che porta a Acquacalda (Lucomagno). Faccio notare che per andare all'alpe di Piora si deve passare per il passo Colombe (dietro il pizzo Colombe con laghetto), quest'indicazione é il sentiero ufficiale. All'altezza del passo Predelp si può svoltare a sinistra percorrendo tutta la cordigliera per poi incontrare il percorso che porta a Somprei, solo che questo rimane un po' più alto quindi maggior prudenza nella discesa appena si intravede le cascine di Somprei. Quest'ultimo tracciato é abbastanza impegnativo essendoci pochi tratti erbosi, quindi prudenza e cercare il passaggio più sicuro per il cavallo (camminamento non in sella). 


  Quando si arriva alla sommità di una bocchetta é sempre una piccola conquista. La visione é quasi sempre piacevole ove si può osservare da ambo le parti l'estendersi della panoramica alpina. Il silenzio che regna lassù nelle cime é qualch'cosa di meraviglioso, dandoti tutta l'energia consumata durante l'ascensione.

Una bella sosta spirituale per il sottoscritto e il compagno equino. Cappella costruita con granito Leventinese situata  al monte di  Somprei a quota m.s.m 2000 .

Una bel passaggio su un crinale con l'ultima vegetazione di pini mugo e rododendri, alla quota di ca. m.s.m 2250 . 

Una tranquilla sosta  in mezzo ad un pianoro a quota nivale. Il silenzio alpino talvolta viene rotto dai fischi  dalle simpatiche pigre marmotte.

Una sosta per l'abbeveraggio alla fontana della Capanna di Carì. Sullo sfondo vediamo il pzzo. Forno (Leventina).

Ecco una bella marmottina che  sta scrutando il mio passaggio a cavallo.

Una bella discesa impegnativa con terreno gelato inizio inverno, nella zona del massiccio del S. Gottardo.

Bellissimo attraversare dei folti boschi di conifere, sentire il cinguettìo e il martellare del picchio reale. Il profumo della resina che dona un salubro respiro e la forza di continuare la marcia verso le quote nivali.

Un forte gruppo di miei amici cavalieri grigionesi nella Val Frisal, la foresta vergine di abeti rossi più elevata d'Europa; la "Uaul Scatlè" . Un'escursione indimenticabile molto lunga e impegnativa.

Lo spazio e i pianori alpini donano una sensazione indescrivibile. La scelta dei passaggi tra i pini mugo e i rododendri non pongono nessun problema di ostacoli. La contemplazione dei bellissimi scenari circostanti ogni tanto viene interrotta dai fischi dei guardiani alpini, cioé le pigre marmotte che sonnecchiano fino al calar del sole.

Questi 3 asinelli miei amici attendono con pazienza se possono essere utili ad un prossimo trekking (Predelp, Leventina).

Dalla mia tenda intravedo il passaggio tranquillo di un capriolo, durante un bivacco notturno nell'Alta Leventina (Valle Bedretto).


Se trovo un bel posto tranquillo con  fresca erba alpina, mi fermo volentieri per un riposo o bivacco anche per assaporare insieme la quiete alpina.

Una bella sequenza del lavoro al bestiame in zone alpine. Il lavoro di conduzione e raccolta dei bovini su terreni accidentati alpini non é certo facile, dovendo fare attenzione a se stessi, cavallo e bestiame. Lavorare e raccogliere la mandria nei paddock é tutt'altra cosa.  

Richiamare il bestiame é una cosa molto suggestiva. La voce che rimbalza dalle pareti rocciose. Sembra strano ma quando si muove un piccolo gruppo in un' attimo si é circondati da tutto il bestiame dell'alpeggio.

Importante rimanere fermi vicino al  gruppo dei primi  arrivati, per poi con un po' di pazienza aspettare il resto della mandria.

Una volta radunati l'intero contingente di bovini, richiamarli e condurli in direzione dell'alpeggio per la mungitura serale. In questo momento  cavallo e cavaliere é il traino per la loro marcia a valle.   

Durante la marcia fermarsi e attendere con calma il restante gruppo e praticare se possibile ancora un conteggio dei bovini.

Per le più indisciplinate bisogna metterci un po' di energia per radunarle in un solo gruppo, usando il sistema cutting. Questo é solo possibile con  un cavallo che sappia questa disciplina e che sia addestrato a questo lavoro.


Arrivati a destinazione si inizia la conta finale con più precisione, essendo già più tranquille in attesa del loro turno per andare alla mungitura automatica.


Un'ampio pascolo antistante Carì. All'orizzonte il fondo valle chiamata Valle Leventina, di grande importanza per il transito internazionale che comunica il sud-nord Europa con il massiccio del San Gottardo.


   Una sosta sotto il promontorio dell'alpe Chièra (zona Piottino), da questo punto d'osservazione é visibile una buona parte della valle Leventina.

Il cavallo guarda incuriosito la preparazione del pranzo al sacco con tanto di fornello.

Un bellissimo controluce mentre porto in transumanza i cavalli sotto i  prati del paesino montano di Tarnolgio.

Una bella immagine della razza Freiberger. Sullo sfondo vediamo la valle Leventina e il ghiacciaio del Campo Tencia.


Una sosta dopo un tranquilla escursione immerso nel profumo di una folta pineta.

Quando ho la possibilità di osservare il fondo valle "a volo d'uccello", mi fermo volentieri approffittando anche di un riposo al sottoscritto e al cavallo.

I tre fubastri si mettono già sull'attenti avendomi visto arrivare per portarli ad un nuovo pascolo, gratificandoli con carezze e tozzi di pane secco per essere stati bravi.

È sempre un'emozione e suggestivo vedere dei cavalli a pascolare tranquillamente in zone alpine.

Un bel giovane esemplare razza Freiberger.


Grazie alla sua buona attenzione alla selvaggina, riesco ad osservare con il cannocchiale in tutta calma durante i miei trekking diversi camosci, cervi e caprioli.

Una piccola sosta per poter valutare in tutta sicurezza dei passaggi sovrastanti.

Il mio cavallo attende tranquillamente la pausa mentre preparo un caminetto con i sassi per poter scaldare le vivande.

Sopra la mia sella americana Billy Cook, si vede il ghiacciaio del Campo Tencia, a sinistra il pzzo. Forno e sulla destra il Campo Lungo (Leventina).

Una breve sosta sù un altipiano a 1650 m.s.m mentre taglio una mela, quale la metà la lascio al compagno equino.

A volte capita durante un'escursione di incontrare cavalli al pascolo, mi soffermo un'attimo per far riposare e dare un po' di amicizia al mio cavallo. È molto interessante ad osservare il comportamento singolo  dei cavalli.

Una bella immagine soffusa nella nebbia alpina, con all'orrizzonte 2 cavalli al pascolo a Campello.

Una piccola pausetta giusto per gustare una suculenta mela, pensando al prossimo sentiero che devo passare con il mio compagno equino.

Cavaliere e cavallo stanno osservando il volteggiare maestoso e il grido di una piccola aquila, sostando allo chàlet dove soggiorno durante i miei trekking.

Il buon cavaliere solitario ce scruta attentamente un lato della vallata per scegliere un futuro tracciato, per un lungo trekking alpino.


Con pazienza il mio cavallo mi sta aspettando che arrivo per andare a fare un trekking in zona.


Un tranquillo passaggio s. Predelp (Leventina) per un'escursione nella zona. A destra il maremmano di un allevatore di caprini, per la difesa delle sue capre contro il lupo. Nella Valle Leventina sono censiti ca. 2-3 lupi, quale hanno già fatto alcuni danni ai greggi degl'alpigiani.

Una piccola pausa anche per famigliarizzare tra il mio cavallo con gl'altri nel recinto. A sinistra vediamo i 2 Freiberger e a destra un bel puledro Appalosa.

È sempre suggestivo arrivare ai limiti delle prime nevicate con il proprio cavallo in alta montagna.

Una bella immagine invernale del mio eremo alpino in Leventina ad un'altezza di 1'650 m.s.m .

Ecco come si presentava la situazione invernale dove alloggiavano i cavalli, non ereno spaventati ma si sono annoiati abbastanza non avendo spazio a sufficienza. Li consolavo spesso di persona dando anche un buon abbondante pasto a base di fioccato e fieno.

La prima passeggiata con il mio cavallo dopo un lungo inverno con molta neve abbondante, tra i 5-6 mt. I cavalli al ranch avevano un minimo spazio per passeggiare davanti ai loro box, causa appunto l'altissima coltre di neve. Ho constatato che la  prima passeggiata l'hanno fatta con piacere anche per brucare un po' della prima erba alpina, quale é sparita da poco il residuo nevoso.

Una bella visione di un tramonto settembrino in sella al tuo compagno equino é sempre una grande emozione, il rientro se é possibile l'ho faccio sempre in questi bei momenti dove il sole sta per scendere dietro le maestose cime.

A volte dopo un lungo trekking siamo veramente stanchi ambedue ! 

Una bella tranquilla passeggiata con il mio fedele compagno equino  Wengo e con il cane Lupa all'ultimo  giorno dell'anno 2010 . Il fondo nevoso molto duro con il passaggio di motoslitte dona anche un buon camminamento al cavallo. Il cavallo é attrezzato con i snowgrip e Mordax, dando una maggior sicurezza su ghiaccio e neve umida e gelata.

Un primo piano del sottoscritto " Cavaliere solitario" al rientro nel suo eremo montano . Come si vede il cavallo leggermente sudato dopo una bella galoppata di ca. 3.0 km. é importante una sua asciugatura e coprirlo con una copertura termica traspirante. Sotto la copertura termica traspirante personalmente metto sempre specialmente in montagna una leggera e morbida copertura in pile (asciugante/traspirante). 

Una giornata tranquilla con un leggero nevischio decido di fare un giretto, approffittando della poca coltre nevosa (ca. 30 cm.). per il camminamento non vi sono problemi al cavallo perché attrezzato appositamente con i snow-grip ai zoccoli. Vediamo che impaziente la Lupa abbaia per l'escursione a cavallo. Posso dire che il cane e cavallo sono un ottimo binomio per fare passeggiate.

Al rientro é sempre piacevole osservare l'arrivo del tramonto e osservare il fondo valle. Attualmente sto rientrando con una temperatura di ca. - 5 C° e un debole venticello.

Un'escursione con terreno innevato sia ghiacciato e molle/pesante, il cavallo deve avere una ferratura con Mordax ma molto importante equipaggiato con Snow-Grip (tra gli zoccoli e la ferratura viene applicato una soletta in silicone a forma di ferro-cavallo) questa membrana fa sì che non attacchi la neve alla ferratura quale la sua andatura non viene ostaccolata dallo spessore di neve sotto gli zoccoli. 

L'andatura al trotto sulla neve consistenze ammortizza bene la cavalcata sia per il cavallo e cavaliere. È sempre un gran piacere a fare delle escursioni con un buon innevamento non in altezza ma la sua consistenza.

Un bel controluce del quale osservo e cerco un tracciato scorrevole su terreno parzialmente innevato, oltretutto anche in pendenza.

Fare una passeggiata su terreni stretti e appunto anche innevati, l'importante é avere un cavallo molto sicuro di se stesso e che sia abbituato alle escursioni alpine con qualsiasi stagione. Sui tracciati ghiacciati non ho nessun problema a eventuali cadute, perché il mio cavallo é equipaggiato con ferratura per l'inverno. 

Un bel passaggio al solio senza innevamento. Al passaggio di un'escursionista un cordiale saluto da cavaliere solitario.

Arrivare a destinazione da un'escursione con il tramonto é sempre rilassante.

Al ritorno da un'escursione nei boschi approfitto della strada con un buon innevamento molto duro, lasciando sfogare  ancora le energie rimanti  del mio cavallo con un bel galoppino.

Un bel passo sicuro diagonalmente su un sentiero un po' precario causato dal disgelo.

Finalmente uno spiraglio di sole anche per riscaldare un po' il cavallo essendo   sudato. In inverno importante quando il cavallo é accaldato fermarsi il meno possibile, a meno che si abbia con sè una buona copertura in Pile per la sua protezione e traspirazione.

Ecco sbucare in tutta tranquillità da un tunnel formato da una fitta pineta.

Un bel rilievo del mio cavallo all'Alpe di Chièra (Leventina).

Una passeggiata tranquilla ma il mio cavallo é sempre guardingo ai rumori sospetti e avvertendo molte volte il selvatico.


Spesso se devo scendere con forti pendenze in diagonale, scendo da cavallo per non sforzare troppo i nodelli e le ginocchie. Faccio anche brevissime pause per far riposare il cavallo.

Una breve sosta accanto ad una vecchia fontana in legno non é solo consigliabile solo per il cavallo, ma anche per il cavaliere.

Con passo tranquillo mi avvio per un lungo giro alle quote superiori delle zone di conifere. Quando decido un programma oltre le 5-6 ore mi prendo il sacco particolare per l'equitazione con uno spuntino per il  sottoscritto e il compagno equino . 


Pronti per una partenza nei monti circostanti.

Osservare un bel tramonto dopo una breve escursione a cavallo, é sempre rilassante.

Dopo una lunga e faticosa passeggiata il mio cavallo si merita un bacio, dal vecchio cowboy.

Pronti per la partenza, impartire alcuni ordini e via alla ricerca di nuovi tracciati nei boschi .

  Top